Lasciamo vivere i nostri sogni
Mercoledì 10 Maggio sono stato invitato da una amica di Bertipaglia, un paesino in prossimità dei colli Euganei, a partecipare al gruppo giovani di cui lei e un altro ragazzo sono animatori. Visto il tema che stanno portando avanti con i ragazzi, che gravita attorno a parole come "formazione" e "scelta", hanno pensato che l'esperienza di un musicista che lascia tutto quello che il contesto ritiene "sicuro" per investire a fondo perduto su quelli che vengono ritenuti da tutti sogni e illusioni, potesse essere utile per il loro cammino. Così, un po' spaventato, mi sono ritrovato di fronte a 9 ragazzi tra i 15 e i 16 anni, a raccontare la mia storia.
Mi sono sforzato fin da subito di chiarire che non ero lì per vendere alcuna verità e che avevo accettato l'invito solo perché ritenevo che una chiacchierata informale poteva essere divertente per me e per loro. E così è stato.
La serata è scivolata via leggera tra le mie esperienze e la curiosità molto viva e un po' timida dei ragazzi, i cui occhi svegli hanno facilitato il mio difficile compito.
La cosa che più mi ha colpito è una realtà su cui già da tempo volevo riflettere fra queste righe e ora questa esperienza me ne fornisce l'occasione: è davvero disarmante notare come la disillusione del mondo si spalmi gelatinosa sulla pelle dei ragazzi, fino ad offuscarne completamente i sogni. Le tappe obbligate sono: asilo, scuola, università, lavoro, matrimonio, figli, pensione. Pena è l'essere tacciati di fallimento. Le tappe più allarmanti (fortemente collegate) sono la scuola e il lavoro.
A scuola ogni professore si aspetta che un ragazzo ottenga il massimo risultato nella propria disciplina: tutti devono quindi saper fare tutto. Un auspicio nobile, senza dubbio, ma nessuno pone attenzione al fatto che ognuno di noi ha un talento e su cui, una volta trovato, bisognerebbe investire anima e corpo. Le varie discipline, semmai, dovrebbero essere un aiuto in questo ricerca.
Il lavoro è una realtà più esilarante, perché ci insegnano che "lavoro è ciò ti fa guadagnare". Inutile dire che trovo questo insegnamento pericolosissimo e purtroppo ne siamo tutti vittime, perché se non si ha l'entrata fissa e sicura ogni mese si viene fagocitati dal mondo.
Ecco perché ho raccomandato con forza ai ragazzi del gruppo giovani di Bertipaglia di non farsi mai derubare dei loro sogni e che, a dispetto di quanto noi adulti insegniamo loro, l'unica ricerca utile è quella del proprio talento. L'investimento è assicurato. Il resto sono balle.