Il Padova
12 Ottobre 2006 | Indice

Distinguere tra arte e busisness
È accaduto qualche anno fa. Nomi e luoghi non sono importanti, importante è intuire come la genuinità ci sia sfuggita di mano da un pezzo e che a dettare le regole siano i soldi, concetto purtroppo ricorrente in più contesti, da sempre. Dal tempo in cui è accaduto l'aneddoto che sto per raccontarvi, le cose non sono cambiate, anzi, in alcuni casi e per certi versi sono peggiorate. Al termine di un'esibizione ad un concorso per band emergenti, un giurato si è avvicinato e mi ha confidato il suo interesse e la sua stima. Qualche giorno dopo, grazie a lui, una mia demo era già nella mani di una talent scout, la quale, interessata alla musica, mi ha telefonato e mi ha fissato un appuntamento con il responsabile della casa discografica per cui lavorava. Sono schizzato alla velocità della luce a quell'incontro: l'ansia e la curiosità non mi davano pace, acceleravano il battito del cuore di fronte alla possibilità di realizzare il mio sogno. Un contratto. Un disco. Dopo un po' di attesa, nell'ufficio in cui stavo aspettando è entrato il responsabile, un musicista, con il quale ho cominciato a chiacchierare. Dopo un po' di formalità del caso si è arrivati al nocciolo della questione. Lui è partito con un discorso generale sul panorama del mercato discografico italiano e sulle varie possibilità di riuscita, alla fine del quale ha messo su la mia demo e così, sulle note della mia musica, il mio sogno si è sbriciolato: il responsabile mi ha fatto i complimenti per la musica, l'ha giudicata di ottima fattura (proprio non basta!), ma mi ha messo in guardia sulla difficoltà di poterla vendere, essendo strumentale, e che avrei dovuto cambiare genere, altrimenti il suo investimento non avrebbe portato frutto (ma…?!). Inoltre, perché questo potesse avvenire in modo più cospicuo, avrei dovuto trovare un cantante, un personaggio, un animale da palcoscenico, non importa se scadente, purché fosse bello e carismatico perché, mi ha spiegato, è questo che vuole la gente. Non sono rimasto un minuto di più: sono scappato via, umiliato e dispiaciuto, come musicista e come ascoltatore. La cosa è disgustosa, se si considera che questa gente decide che cosa dobbiamo ascoltare. Da allora distinguo l'arte dal busisness e la dedizione dall'ambizione.