Forni bollenti separati da cartone
Ormai viviamo in tempi in cui è diventato normale convivere con i torti ed è diventata retorica scriverne o parlarne. Forse saranno parole in più le mie ed è probabile che si andranno ad aggiungere a tutte le altre rese vane da questa normalità, morte agonizzanti sotto atteggiamenti superficiali, e magari qualcuno ci confezionerà i calzini al mercato del sabato mattina, tuttavia voglio correre il rischio di essere banale, conscio del fatto che se dovesse capitare sarei senz'altro in ottima compagnia.
Vivo in affitto. La casa è nuova. Il condominio conta undici appartamenti stritolati come acciughe su tre piani. I muri sono così sottili che il già difficile vivere insieme diventa un sopportarsi addosso, circondato dai normali rumori quotidiani che, per chi li subisce, si amplificano in un vortice indiscreto e mai domo. Come me, milioni di persone. Mi chiedo: è l'unico modo di costruire le case? È il modo migliore di costruirle? Perché sperare di avere i propri spazi vitali è diventato un privilegio? Perché sono sempre i soldi a vincere su tutto? La risposta più scontata, ma anche la più terribile, è perché la casa, come il cibo e l'acqua, è un bene primario di cui un uomo ha bisogno per sopravvivere, per proteggersi dal freddo, per accudire e far crescere la propria famiglia, per cui costruttori e agenzie giocano con furbizia con questa necessità, costruendo piccolissimi loculi uno sopra l'altro, forni bollenti separati da cartone in cui non esiste intimità, dal costo imbarazzante e che poi si trasforma in un affitto disumano. L'inevitabile conseguenza di questa porcheria non può che essere l'inasprirsi dei rapporti tra vicini, l'esasperazione più pericolosa priva di qualsiasi colpa. Dice: "Ma io avrei bisogno di più spazio", "E allora devi spendere di più, caro!", "Ma non mi posso permettere altro che questa cifra", "Allora lavora di più, fa più turni!". "Ma io vorrei stare con la mia famiglia, ogni tanto", "Eh, ma quante pretese! Non sei mai contento!". Non c'è cosa più ignobile che approfittarsi dei bisogni delle persone, spingendo un uomo ad uccidersi di lavoro per potersi garantire un tetto, costringendolo ad accontentarsi di un lavoro che detesta per pagare un mutuo. È questo l'unico modo? Non voglio crederlo.