Il Padova
10 Maggio 2007 | Indice

Bimbi impasticcati ma educati
Stiamo perdendo il senso del reale. Viviamo dentro l'illusione di poter controllare ogni cosa, ormai, in un vortice delirante di onnipotenza. Giustificati o quasi accecati dalla missione di salvare vite, la nostra ricerca medica si spinge spavalda verso sconosciute direzioni, poco preoccupata dei danni che i farmaci possono creare. Così mai approfondiamo i motivi per cui un disagio fisico e mentale si manifesta, ma agiamo sempre sul sintomo allontanandolo temporaneamente, iniettandoci schifezze chimiche nell'organismo. A volte, invece, creiamo nuove malattie, furbi fabbricanti di medicinali e intraprendenti mercanti la cui priorità si limita al bilancio delle industrie farmaceutiche, per l'ottusa praticità di non dover pensare più al problema, perché curabile con una pasticca. Ecco dunque pasticche contro l'infelicità o contro la stanchezza. Ma è stato saccheggiando il cilindro della nostra geniale stupidità che abbiamo dato vita alla pasticca contro il deficit d'attenzione e l'iperattività: il ritalin. Un'anfetamina. Una droga, insomma. Eh sì: dato che nella nostra vertiginosa corsa verso la produttività non abbiamo il tempo di occuparci dei nostri figli, che sono "vergognosamente" vivaci e privi di quei labirintici schemi mentali con i quali siamo morti dentro noi già da tempo, abbiamo fatto diventare la vivacità dei bimbi una malattia così da renderli dei tossicomani addestrati a non dare fastidio, a casa e a scuola. Nel frattempo poco importa che alla somministrazione del ritalin sono stati associati episodi psicotici, illusioni paranoiche e allucinazioni comportamentali. È il prezzo da pagare. Garantita, dunque, è una quantità imbarazzante di bambini drogati ma educati, visto che il test per individuare un bambino iperattivo, e che presto verrà distribuito in tutte le scuole italiane, contiene domande tipo: tuo figlio non riesce a stare seduto? Muove spesso mani e piedi? Corre e si arrampica dappertutto? Ha difficoltà a giocare tranquillo? Bene, allora impasticcalo e non romperà più le balle. Grosso modo il messaggio è questo. Verrebbe da rispondere: sì, perché è vivo!, ma ad una collettività morta come la nostra potrebbe apparire insano. Siate vigili e cauti. No, non è un'esortazione a noi. Ma ai nostri figli.