Il vero significato di un artista
A causa e grazie al lavoro che faccio, mi ritrovo spesso a dover scegliere parole e a riflettere sul loro significato e non finisco mai di stupirmi del talento che abbiamo nel cambiarlo o, in alcuni casi, addirittura stravolgerlo. La parola "credere", ad esempio, significa "essere certo di", invece il più delle volte viene usata per dire l'esatto contrario, "non sono certo di": "Gli altri sono già andati via. O almeno credo!".
Una delle parole a cui diamo molti significati, ma mai quello originario, è la parola "artista", vocabolo che dovrebbe identificare chi opera nel campo dell'arte, un artigiano cioè che sceglie e lavora con un linguaggio espressivo come ad esempio la musica, la scrittura, la pittura o la scultura. Invece noi lo usiamo sempre per identificare il comportamento e lo status di una persona, attribuendole caratteristiche che col tempo sono diventate dei clichè. Oggi un artista è una persona strana, difficile da capire, a volte poco raccomandabile, spesso con poca voglia di fare, che non vuole mettere la testa a posto, che arranca sempre per sbarcare il lunario, per forza di sinistra e che deve incondizionatamente avere a che fare con eccessi di ogni tipo. Ma perché? È vero che nel corso della storia molti artisti hanno avuto una vita poco equilibrata, ma questo non può conferire alla parola "artista" il significato di squilibrio, perché allora, usando il medesimo criterio, oggi "politico" dovrebbe significare "ladro".
Altra storpiatura del termine è quando lo si usa per attribuire ad una persona un talento fuori dal comune: "Quello sì che è un artista!". Ma affermare: "Io sono un artista" non vuol dire implicitamente: "Io sono un bravo artista", così come l'affermazione: "Io sono un medico" non implica necessariamente una particolare destrezza del dottore. Quante volte mi è capitato di dire: "Sono un musicista", oppure: "Sono uno scrittore" e notare con amarezza l'espressione poco convinta del mio interlocutore che mi dava del presuntuoso.
In effetti oggi è piuttosto imbarazzante definirsi, perché le parole le svuotiamo e le gonfiamo a nostro piacimento e a volte ci si parla e magari si litiga solo perché non ci si capisce. Come accadde a quella donna che un giorno si dichiarò alla gente "amante" di un uomo e, invece di essere lodata per l'amore provato verso il compagno, fu tacciata di tradimento.