Il Padova
7 Giugno 2007 | Indice

Lo sfruttamento degli emergenti
Credo che bisognerebbe chiarire il termine "emergente", perché in effetti proprio non lo capisco! Sto parlando di quello stato in cui un artista si trova agli inizi della sua proposta pubblica, un primo stadio di notorietà le cui condizioni di evoluzione sono insolite e strettamente legate agli strani ingranaggi del mercato a cui si rivolge. Un chiarimento credo sia necessario, perché il termine "emergente" è fonte di una serie di atteggiamenti che il mondo assume nei confronti di chi viene marchiato con questa etichetta, a volte indelebile. Da che cosa si deve emergere? Dall'anonimato? Serve dunque nuotare in apnea verso la superficie e rimanere a galla con i vip per essere notati? Sembrerebbe di sì, percorrendo a rapido volo d'uccello tutte le discipline artistiche. Ma è così stretto il collo d'imbuto dell'attenzione collettiva, tanto che solo se si "emerge" si è degni di attenzione? Considerando che il talento spesso non è sinonimo di notorietà e viceversa, allora cosa significa "emergente"? È un quesito molto importante, io credo, non tanto per l'etimologia del termine, quanto per la considerazione e il rispetto che questo termine conferisce all'artista in questione. Di frequente, infatti, i committenti piangono povertà quando si tratta di riconoscere ad un "emergente" un lavoro, usando con astuzia la promessa della sua amplificata visibilità. In sostanza, se vieni etichettato come "emergente", è del tutto giustificata l'assenza di ogni forma di pagamento a beneficio di un'importante vetrina, per la quale poco manca che debba essere tu a pagare un tributo per poter godere dell'occasione. Ma giocare sull'emozione di un ragazzo, prospettandogli un pubblico da sogno alla sua esibizione per non pagarlo, così da conservare le risorse per gli artisti più costosi e avere nel contempo un numero di "emergenti" tale da mostrare al mondo che si da spazio ai giovani e un buon numero di vip, è un atteggiamento ingordo e poco corretto. Vorrei vedere un giorno tutti gli artisti "emergenti" dire no a questa routine, sarebbe il giorno in cui forse cambierebbe qualcosa.