Il Padova
3 Settembre 2006 | Indice

Quel disagio divenuto prassi
Cosa pensereste di un uomo che entra in un negozio, sceglie un prodotto, si reca alla cassa e, al cassiere che lo informa sul prezzo, dice che pagherà tra 30 o 60 o addirittura 90 giorni? Beh, se fossimo testimoni di questa scena, sicuramente daremmo dello squilibrato al cliente, per non parlare della reazione del cassiere, magari all'inizio educata e posata, ma che di fronte all'insistenza del cliente diverrebbe oltremodo scomposta. Ecco, è così che ci siamo organizzati per il pagamento del lavoro nella libera professione. Unica differenza con la scena ipotizzata all'inizio è che per noi è una cosa del tutto normale, è prassi: gli enti, i comuni, pagano tutti a 30, a 60 o a 90 giorni. Ora, sicuramente in questa metodologia di liquidazione esiste vantaggio, probabilmente tra aziende dai grandi fatturati e enti o comuni questo ritardo aiuta e agevole il passaggio burocratico e tutti i cavilli che questi movimenti di denaro, specie se di notevole entità, comportano. Ma quando di mezzo ci sono società piccole, magari appena avviate, o privati, il ritardo di pagamento diventa solo uno sgradevole disagio, rimanendo vantaggio solo per chi paga. È molto probabile che questa mia riflessione possa essere frutto di replica, sicuramente il più pedante degli economisti mi dimostrerebbe, teorie alla mano, che questo è il modo migliore e vantaggioso di liquidare gli onorari, però dovrebbe spiegarmi, allo stesso tempo e allo stesso modo, le notevoli difficoltà di un privato che attende soldi per più di un mese da più enti e, nel suo presente, riesce a malapena a coprire le spese quotidiane; oppure, i disagi delle piccole società che devono pagare terzi, ma non possono perché in attesa a loro volta di compensi. Se si considera inoltre, che per essere pagati, alla luce dei notevoli ritardi che gli ingranaggi di questa macchina inevitabilmente causano, è necessario sollecitare più volte, finendo per diventare inopportuno anche, non si può non giudicare questo come il modo più labirintico e furbo di spostare denaro, una soluzione cavillosa e per niente a misura d'uomo. Se si fornisce una prestazione, deve essere pagata a fine prestazione. Altrimenti dovrebbe valere anche il contrario, e la scena iniziale diventare prassi.