La sottile arte di fare un rergalo
La curiosità, l'ansia e la voracità con cui capita di scartare un invitante pacco regalo, magari proprio di fronte all'amico che l'ha donato, a volte più eccitato lui per l'ansia che il festeggiato veda a quale mirabile sorpresa ha saputo pensare, spesso non corrisponde all'amaro e disagiante imbarazzo che si crea scoprendo tra carta e fiocchi un dono che in effetti, nelle migliori delle ipotesi, non viene gradito o più verosimilmente appare di cattivissimo gusto agli occhi di chi lo riceve. Figli noi tutti, però, di quello strano e ambiguo proverbio che a contare veramente è il gesto e non il dono, di fronte a tali situazioni si rimane sempre diplomatici dietro il velo di un sorriso di circostanza, attenti a non urtare la sensibilità del gratificato donatore, pur convinti, tuttavia, della discutibile riuscita di quel regalo che, una volta da soli e nelle maggior parte dei casi, finisce nel caos della cantina. Sembra un'analisi ingrata e poco sensibile, questa appena fatta, in realtà è un'attenta e pesata riflessione sulle dinamiche con cui ci scambiano doni, nei cui riflessi si intravedono le sembianze di gesti fatti per puro senso del dovere o per la paura di pensieri sconvenienti a noi rivolti: non si spiegherebbe altrimenti l'incredibile e indicibile numero di inutilissime ma magari costosissime cornici d'argento che continuiamo a regalarci, probabilmente il segno più evidente che si può dare di noncuranza e di superficiale interesse verso le persone a cui le si donano. C'è una spiegazione a questo spreco e a questa pigrizia: i doni che facciamo parlano sempre di noi che li facciamo e raramente delle persone a cui li doniamo. È vero che a contare è il pensiero, purché sia un pensiero vero e amante, altrimenti è solo dovere o paura di sfigurare e si finisce, come accade, per donare oggetti a cui ambiamo noi e non il festeggiato. In effetti non importa il dono in sé, ma il desiderio di chi lo riceve e soddisfarlo dovrebbe essere la priorità. A volte è una cosa infinitamente piccola, e che magari a noi sembra ridicola o inutile, a regalare un sorriso di gioia e gratitudine a chi lo riceve, perché quell'oggetto apparentemente insignificante era già nei suoi desideri da tempo: questo è un regalo. Basta cornici d'argento!