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22 Febbraio 2008
"Folk Bulletin", Mario Giovannini

Padovano d'adozione, calabrese per nascita, musicista anzi, artista per scelta, Luca Francioso oltre a essere uno dei chitarristi acustici più dotati in circolazione, è un talento irrequieto e creativo che ama confrontarsi con diverse forme di espressione. Musicista, scrittore, giornalista, difficile appiccicargli una semplice etichetta. Danza, fotografia o scrittura creativa da diversi anni ormai affiancano la sua produzione musicale, che risulta difficile da incasellare, ma impossibile da non apprezzare.
Allora Luca, cominciamo dalle cose serie: come sta l'erede?
Simone sta bene. È un'esperienza straordinaria vederlo crescere giorno per giorno e scoprire come lui scopre il mondo. La sua semplicità e la sua curiosità sono davvero disarmanti. Non fa che sorridere e giocare, forse quello che dovremmo fare più spesso noi adulti.
Inutile negare l'importanza del piccolo sull’ispirazione per il nuovo disco. Vuoi scendere un po' nei dettagli?
È che non volevo cantare a mio figlio: "...glielo do all'uomo nero che lo tiene un anno intero, glielo do alla befana che lo tiene una settimana". Trovo che sia una ninna nanna davvero inquietante. Così ho pensato di scriverne una io. Poi però mi sono lasciato prendere e le ninne nanne sono diventate sette. Una per ogni giorno della settimana. Una per tonalità.
In un secondo momento, assecondando il mio amore per la scrittura e le storie, ho scritto una fiaba per ogni ninna nanna e le ho fatte illustrare da Lorenza Troian, un'artista padovana di grande talento. Alla fine "Tra i sogni e il cuscino" è diventato molto più che un semplice cd: si è trasformato in un progetto multimediale che vuole stimolare occhi, orecchie e immaginazione.
È un disco che mi è piaciuto molto. Molto originale l'idea di un brano per ogni tonalità...
L'idea mi è venuta perché non volevo usare né le accordature aperte né il capotasto, strumenti compositivi di cui pare non si possa più fare a meno per comporre qualcosa di interessante in fingerstyle. Io credo che non sia vero. Sono convinto che si possano avere timbri e sonorità suggestivi e variegati anche in accordatura standard, usando tonalità che solitamente si evitano per le posizioni "larghe" che vengono a crearsi. Così, visto che volevo fare sette ninne nanne per accoppiarle ai giorni della settimana, ho pensato: perché non farne una per ogni tonalità? È stato divertente.
Anche in questo caso, come per il tuo lavoro precedente, "The Show", la produzione musicale si affianca a quella letteraria...
Sì. È ormai da "Luoghi" (2004) che non pubblico un cd il cui unico linguaggio è la sola musica. In "Argile" (2005) alla musica ho affiancata la danza, in "The show" (2005) la prosa e in "Tra i sogni e il cuscino" le fiabe. In effetti è una cosa che amo fare: anche in "Schizzi su carta" (2002) alla musica si era affiancata un’altra forma di linguaggio artistico, il disegno. E prima ancora, per il libro on line "L'uomo era" (2001), a toccarsi erano state parole e fotografia. Sono affascinato dai connubi linguistici, credo offrano delle opportunità artistiche incredibili.
Questo viaggio di intrecci andrà in stand by con il prossimo lavoro, che sto per terminare (cominciato prima di "Tra i sogni e il cuscino"), e che spero esca al più presto. Si ritornerà alla sola musica. Credo di aver bisogno di riprendere in mano il linguaggio che più amo e a concentrarmi solo sulle note per un po'.
Come lavori in fase di composizione? Prima la melodia, oppure...
Ho sempre composto sotto una spinta emotiva e concettuale. Raramente compongo per un esercizio di stile: la mia musica o la mia scrittura sono sempre legati a me e alla mia storia. Cerco di leggere la mia vita e di tradurne i passi. A volte il risultato è efficace ed emozionante, a volte è inascoltabile o illeggibile. Dipende. Ad ogni modo, sulle corde o alla penna, il tentativo è quello di dare forma ad uno stato d'animo e di condividerlo.
Come vedi l'ambiente della chitarra acustica in Italia? E soprattutto, com'è vivere di musica nel nostro paese?
Mamma mia, questa sì che è una bella domanda! Cosa vuoi che ti dica? Il mondo della musica è come il mondo delle donne: fatico a capirlo, ma lo amo. Nel 1996 ho scelto di voler vivere di sola musica e di non scendere mai a compromessi, tipo la mattina un lavoro, il pomeriggio un altro. Quando vivevo con i miei tutti mi intimavano: "Vedrai quando andrai a vivere da solo!". Quando sono andato a vivere da solo, tutti: "Vedrai quando ti sposerai!". Quando mi sono sposato: "Vedrai quando avrai un bambino!". Adesso ho un bambino e ancora la gente si meraviglia che non io abbia un posto fisso, come se avesse rimosso dal cuore la possibilità che uno possa vivere del suo sogno, di quello che più ama nella sua vita. A volte penso che il mondo accetti più facilmente un uomo stanco e arrabbiato per un lavoro che non ama, piuttosto che un uomo libero e che rischia ogni giorno. Certo non è semplice, soprattutto se si considerano il nostro contesto collettivo, in cui la meraviglia e il sogno sono stati sostituiti dall'indifferenza e dalla praticità, e – più nello specifico – il business musicale che si alimenta di musicisti, ma che i musicisti non li paga. Buffa questa cosa! Questi due fattori si rincorrono e si cercano. Di recente ho scritto un articolo su fingerpicking.net [forum internet dedicato alla chitarra acustica n.d.a.] in cui raccontavo la mia esperienza al riguardo e sai una cosa? A contestarmi in massa sono stati gli stessi chitarristi. È il sintomo che si è smesso di alimentare meraviglia e sogni, anche dall'interno!
Artisticamente a che punto ti senti di essere arrivato?
Non saprei. Non dovrei essere io a rispondere. A queste domande, di solito, se rispondi sinceramente rischi di apparire presuntuoso, se fingi rischi di apparire fintamente modesto. Sarò sincero. Sono grato per il mio percorso, ma mi sento ancora alla ricerca.
Quanto tempo dedichi ancora allo studio sullo strumento?
Passo molto tempo sulla chitarra, ma con poco metodo. A volte studio e basta, trascurando perfino la scaletta dei concerti, a volte suono solamente. Cerco comunque di non far passare mai troppo tempo tra una nota e l'altra.
So che hai un altro disco, un progetto a cui tieni molto, che è quasi pronto. Qualche anticipazione?
Sarà un cd, come ti dicevo, in cui a vincere è la musica. Più di un’ora di melodie, moltissimi ospiti musicisti. Come "Tra  i sogni e il cuscino" l'ho registrato e mixato da solo. Mi sta prendendo anima e corpo. Non vedo l’ora di suonarlo dal vivo!