13 Marzo 2002
Radio "Erretre Circuito Marconi", Sandro Sartori
Ed eccoci qui per gli "Amici di Marconi" con un ospite telefonico che avevo annunciato più volte prima: Luca Francioso. Ciao Luca e benvenuto sulle nostre frequenze.
Ciao Sandro e un saluto a tutti i radio ascoltatori.
Allora Luca, siamo qui per parlare del tuo album che si intitola "Schizzi su carta". Tu sei un chitarrista, è il tuo primo album da solista?
Sì, è il mio primo album da solista. Avevo già pubblicato, sempre con la "Velut luna" che è la casa discografica che ha pubblicato "Schizzi su carta", un cd dal titolo "Scala cromatica per uscita di sicurezza". Però l’avevo inciso con i "Caniarcani" che è un’acoustic band con cui giro. Invece questo ultimo è da solista, un cd solo per chitarra acustica.
Tra l'altro un cd che arriva dopo tanti anni in cui tu suoni la chitarra e con varie esperienze.
È un po' che giro e che provo a proporre questo stile che si chiama fingerpicking, uno stile un po' particolare e poco noto al grande pubblico. Sono cinque sei anni che i brani di "Schizzi su Carta" sono nella mia mente e sono stati inseriti in questo lavoro un po' particolare, nel senso che non è solo un progetto musicale, ma si affianca ad un progetto anche visivo. C'è un connubio tra arte visiva e musica: il pittore Giovanni Canova ha realizzato 15 quadri, uno per ogni brano presente nel disco.
E questa è la caratteristica che da anche il nome al cd "Schizzi su carta"?
Sì, infatti. L'idea è di voler raccontare la storia, che poi è raccontata nel disco, attraverso più forme d'arte e si è scelta quella visiva perché la musica in realtà si concede a questo tipo di connubio, nel senso che quando si ascolta la musica si immagina sempre qualche cosa, qualche mondo, qualche paesaggio. Ed è venuto fuori questo lavoro.
Quindi musica e quadri senza parole. Cercate di esprimere dei testi senza cantarli?
Questa è l'idea. Poi ovviamente le emozioni che recepisce il pubblico sono sempre diverse, no? Ma l'idea è fondamentalmente questa.
Quando avete proposto questa idea alla casa discografica "Velut luna", come hanno reagito, per arrivare ad una scelta positiva?
Ma guarda, con loro ero già in contatto per il cd inciso con i "Caniarcani". Quando ho proposto "Schizzi su carta" si sono dimostrati molto interessati, anche perché loro stanno scegliendo questa via: più arti in un'unica soluzione. E quindi Marco Lincetto, il proprietario della "Velut luna", si è dimostrato entusiasta e nel giro di qualche mese l'abbiamo pensato a livello grafico e poi l'abbiamo portato fuori.
Tu Luca alterni questa attività di chitarrista a quella di scrittore.
Sì, ho scritto due romanzi pubblicati dalle "Grafiche veneziane" (più un racconto edito solo in internet), che propongo nei miei concerti. Fra l'altro in questo disco sono presenti due brani che danno colore e musica ai libri che ho scritto. Sono due arti che faccio fatica a slegare, sebbene siano molto diverse, ma nel processo creativo si intrecciano e quasi si confondono.
La cosa curiosa è che uno che scrive romanzi faccia un album di sola musica, senza parole.
Effettivamente è una cosa un po' particolare. Però preferisco non 'contaminare' la musica con le parole, ma lasciarla parlare da sé, anche perché ha una grande forza comunicativa.
Le due strade diverse per arrivare all'ispirazione mentre scrivi un romanzo e mentre prepari una canzone per sola chitarra.
Ma guarda, come ti dicevo prima, il processo creativo è lo stesso: a monte c’è l'idea e poi a seconda dell'idea scelgo il mezzo comunicativo che più rafforza l'idea che mi gira per la testa. Nel caso dei due libri ("Ad un passo" e "La retta è un cerchio che non si chiude mai") sono nate, proprio nel periodo in cui li scrivevo, questi due brani e poi inseririli nel cd, in cui fra l'altro ci sono due parti dei due libri recitate da Lorenzo Piovanello, è stato un passo che è venuto da sé.
Molto bene. Allora Luca, adesso andiamo ad ascoltare un pezzo da questo tuo cd. Il pezzo si intitola "Carfon".
"Carfon", sì. È un paese sopra Canale d'Agordo, conterà sì e no sette otto case. Ci sono stato per un po' di tempo ed è veramente un bel quadro e ho provato a dipingerlo con la musica.
E poi Giovanni Canova l'ha dipinto? [sorride].
Sì [sorride]. Giovanni è un artista straordinario, ha una sensibilità molto forte e ha dato vita alla musica, su carta, in una maniera molto speciale.
Bene. Siamo davvero incuriositi, ci ascoltiamo questa canzone, "Carfon", e poi torneremo in studio per sapere magari quando ti si può andare ad ascoltare dal vivo, va bene?
Ok.
[Parte il brano]
E assieme alla chitarra di Luca Francioso ci siamo trasferiti su questa località montana, con questa canzone intitolata "Carfon". Abbiamo ascoltato questo stile, questo fingerpicking, ma in che cosa consiste?
Il fingerpicking non è altro che suonare senza plettro. È nato in America e poi si è evoluto e trasferito in Europa e qui in Italia. È uno stile che rende la chitarra autonoma, quindi la chitarra acustica può essere considerata una piccola orchestra che può riprodurre più voci.
Tu da chi hai imparato questo stile?
Io mi sono accostato a questa musica ascoltando Stefan Grossman, un chitarrista fingerpicking che è stata una cassa di risonanza e grazie al quale il fingerpicking si è allargato al pubblicato. E poi grazie a Franco Morone che è stato il mio primo maestro fingerstyle, un chitarrista molto bravo, riconosciuto in tutta Europa, America e perfino in Giappone.
Ho capito. Allora Luca, quali sono i prossimi appuntamenti dal vivo dove si può andare ad ascoltarti e ascoltare le canzoni presenti in "Schizzi su carta"?
Ma, dopo un febbraio molto molto intenso, questo marzo mi sono fermato per prepare assieme a Giovanni un giro in Calabria per portare fuori questo progetto. Forse qualche data anche all'estero, a Londra. Le prime date qui in zona sono in Aprile.
Per quanto riguarda Giovanni, lui in che maniera partecipa a queste serate?
Lui espone i quadri
Ah, porta lì le tele originali?
Sì, porta i disegni che fanno un po' da cornice e scenografia. A metà serata poi viene interpellato e spiega il suo processo creativo, quello che l'ha portato a disegnare, per proporre in modo più completo il progetto.
Fra l'altro non è un cd solo monostrumentale, ci sono anche piccoli interventi di altri artisti che lo colorano, che hanno dato un’impronta più larga a livello strumentale.
Ovviamente non sempre nei miei concerti questi artisti sono presenti.
Anche perché ha un certo costo portare fuori un gruppo di musicisti.
Sì, e a parte quello, siccome sono molti, è difficile riproporre dal vivo, con la stessa forza e con lo stesso impatto, i brani in cui hanno suonato nel cd.
Certo, Allora Luca noi ti auguriamo in bocca al lupo per questa tua prima esperienza da solista discografica
Crepi [sorride].
E speriamo di poterti venire presto ad ascoltare, o dal vivo oppure di ascoltarti di nuovo sulle frequenze di "Circuito Marconi".
Per me è stato un piacere, grazie. Volevo ricordare il mio sito, per chi fosse interessato, che è lucafrancioso.com. È sempre aggiornato e si trovano le date dei concerti.
Bene Luca. Noi ti salutiamo e a presto.
Grazie a te Sandro e un saluto a tutti i radioascoltatori.
Ciao.