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8 Luglio 2004
Radio "Diradio", trasmissione "Diradio sera", dj Sandro Sartori

Ciao Luca.
Ciao Sandro e un saluto a tutti.
Questa sera avremo modo di ascoltare la tua musica dal vivo e dal tuo ultimo cd che s'intitola "Luoghi".
Sì, è un cd uscito di recente, alla fine di Febbraio di quest'anno.
E come sta andando?
Sono molto contento, perché sta andando molto bene. Sto cercando di promuoverlo il più possibile, è un lavoro di cui sono molto soddisfatto, come capita quando si arriva alla fine di un lavoro. Ora sono felice di poterlo suonare.
Quanto tempo ci sei stato dietro?
Mah, più o meno quattro anni, per quanto riguarda il progetto generale. Poi, ovviamente, all'idea latente che in testa si è evoluta, si sono aggiunti sempre di più particolari fino a dargli l'identità definitiva.
Questo è il tuo secondo album da solista. Era uscito "Schizzi su carta"... Non mi ricordo più l'anno, cos'era?
"Schizzi su carta" è del 2002.
Ed è stata la tua prima esperienza solista. Com'è andato "Schizzi su carta"?
Sono contento del percorso che ha fatto perché mi ha portato a fare "Luoghi" [sorride].
Quindi è stato un buon punto di partenza per arrivare a questo secondo album. Se non sbaglio "Luoghi" è prodotto in collaborazione con un sito.
Sì, dietro la produzione c'è un mio carissimo amico, che si chiama Mario Agostini, e poi l'etichetta "Fingerpicking.net, con la quale collaboro ormai da diverso tempo. Quelli di "Fingerpicking.net" sono persone aperte e disponibilissime e mi hanno dato la possibilità di suonare in giro per l'italia, e anche incidere per il loro marchio, il quale comincia ad essere piuttosto apprezzato nel settore.
Parliamo di un genere molto particolare, verrebbe da definirlo un genere di "nicchia" e sono sicuro che è una parola che a te non piace.
Diciamo che mi gusto ogni volta l'espressione sorpresa e confusa quando qualcuno mi chiede che genere suono! [Ridono entrambi]
Luca è un chitarrista e le sue canzoni sono normalmente strumentali. In questo album ci sono anche delle collaborazioni, a che livello?
Comunque strumentale, non è presente la voce. L'unica collaborazione con una voce è stata fatta nel primissimo album, registrato nel 2000 con la mia acoustic band, i "Caniarcani", dove Susanna Dal Gesso improvvisa dei vocalizzi. Delle collaborazioni di "Luoghi" sono felicissimo perché mi hanno dato la possibilità di conoscere, sia personalmente che musicalmente, strumentisti di grande calibro come Jacopo Jacopetti, sassofonista jazz molto apprezzato, l'abilissimo contrabbassista e direttore di orchestra Giancarlo Pavan, che non solo ha suonato ma ha anche registrato il disco, e poi amici con i quali collaboro anche in altre situazioni come il percussionista Matteo Pajusco, il batterista Michele Masato e molti altri. Insomma è un lavoro dalle diverse sfaccettature, prettamente per chitarra acustica, ma colorato da altri strumenti.
Bene. Adesso andiamo a fare un primo assaggio di "Luoghi" con un brano che s'intitola "Un'altra luna". So che durante i tuoi concerti fai un po' di cappello introduttivo alle canzoni che vai a suonare. Io ho visto un tuo concerto e mi è piaciuto molto questo aspetto. Questa canzone di solito come la presenti?
"Un'altra luna" la suono raramente in pubblico perché, avendo altri strumenti che lo colorano, con la chitarra solamente ha un altro sapore. Però, quelle volte che l'ho suonata, ho fatto alzare gli occhi della gente verso la luna (le volte che le nuvole lo hanno permesso), ricordando la speranza di vederne un'altra [sorridono entrambi], perché non è così ovvia e scontata la cosa.
Benissimo. Allora andiamo ad ascoltare questo pezzo, tratto dall' album di Luca Francioso, "Luoghi", s'intitola: "Un'altra luna".

[Parte il brano]

È insolito sentire per radio canzoni come questa.
Sì, molto. È come se un muro molto alto impedisse a questo genere di arrivare al grande pubblico. Però, quando la musica riesce a scavalcarlo, arriva in modo efficace e diretto.
Questo nuovo album, come detto, ha l'appoggio morale, e non solo, dell'etichetta "Fingerpicking.net", specializzata in chitarristi di un certo tipo.
Sì, come suggerisce il nome stesso, è specializzata in chitarristi fingerpicking, uno stile particolare con cui si suona la chitarra, molto americano ma che in Europa è riuscito comunque a trovare la sua strada. Il termine "fingerpicking" significa solo suonare con le dita e senza uso di plettro, anche se è qualcosa di più complesso, e prevede un aspetto solistico della chitarra, che diventa una specie di piccola orchestra...
...Quindi tutto fatto solo con la chitarra.
Esattamente. Il sito "Fingerpicking.net è nato per gioco dal chitarrista Reno Brandoni, che è stato un chitarrista molto importante per questo tipo di musica negli anni '80, dopo dieci anni di carriera (ora ripresa grazie alle attività del sito) ha deciso di creare questa sorta di ritrovo per appossionati e invece alla fine si è ritrovato con più di duecento mila visite in pochissimo tempo.
Quindi un sito che ha preso piede, per cui tutto il movimento di questo settore ha avuto un grande scossone.
Sì, lui ha avuto la bella intuizione di organizzare in giro per l'Italia questi "Open mic", cioè microfoni aperti a chiunque volesse suonare, bastava solamente comunicare la propria adesione, e questo ha permesso a moltissimi di noi di entrare in contatto e di conoscersi.
E si è formato una specie di club di chitarristi.
Purtroppo come dicevi tu le parole "elite" e "nicchia" sono sempre in agguato e questo mi fa un po' di tristezza. Ma io sono convinto, lo ripeto, che quando riesce a scavalcare il muro, la musica arrivi sempre diretta.
Probabilemte è il pregiudizio che blocca l'ascolto della prima volta. Quando l'ascoltatore ha la possibiltà di ascoltare una volta questo tipo di musica riesce anche ad apprezzarla. Tanti si fermano alle parole: "Uno che suona la chitarra da solo non lo andrò mai ad ascoltare!"
Vero e la mia esperienza al riguardo è positiva. Moltissime persone dopo l'esibizione sono venute e mi hanno detto: "Non avrei mai creduto...!" e questa è una spinta fortissima per continuare.
A proposito di esibizione, anche tu come l'ospite di prima, Andrea Paglianti, ti sei presenato qui in radio con la tua fida chitarra sotto il braccio.
Immancabile amicia [sorride].
Allora ci puoi fare ascoltare un pezzo di quelli presenti in questo album, dal vivo con la tua chitarra?
Sì, vorrei farvi ascoltare un brano a cui tengo molto e che si collega ad un evento che accadrà a giorni, di cui poi magari parliamo, si chiama "Ai piedi del colle.
Va bene, allora Luca Francioso con "Ai piedi del colle, live, su "Diradio".

[Parte il brano]

[Spot pubblicitario]

E siamo sempre in diretta qui su "Diradio" in compagnia di Luca Francioso. Andiamo a salutare Alessandro che ci ha scritto una e-mail, e a proposito di Luca scrive: "...La cui capacità artistica non ha bisogno di commenti"...
[Sorridono entrambi] Non c'è bisogno di aggiungere altro. Ringrazio di cuore Alessandro.
Allora, prima abbiamo fatto ascoltare dal vivo "Ai piedi del colle", canzone che si riallaccia ad un concerto, se non sbaglio.
Sì, il 25 Luglio abbiamo organizzato con un gruppo di amici un evento un po' particolare, si chiama: "Passeggiata e Concerto Ai pedi del colle", visto che molti brani del disco sono nati in una piccola casa sui Colli Euganei ("Ai piedi del colle" su tutte), a Valsanzibio vicino Galzignano. Valsanzibio presenta una parte del paese vecchia molto suggestiva...
...E poi c'è il parco...
Sì, il giardino di Villa Barbarigo, uno dei giardini più belli e visitati d'Italia... E abbiamo organizzato una passeggiata: alle otto ci sarà una guida che porterà la gente in giro per la Valsanzibio vecchia, ne racconterà la storia e poi l'accompagnerà attraverso un bosco, all'imbrunire, fino al giardino di questa casa.
Dove tu li aspetti.
Dove io li aspetto e suonerò i brani di "Luoghi" e alla fine un piccolo rinfresco chiuderà la serata.
Una cosa molto bella.
È una cosa che cerco di fare ogni estate. L'anno scorso avevamo organizzato un concerto in una tenuta a Pionca, vicino Padova, molto bella e molto suggestiva anche quella. Sono incontri di cui io ho bisogno, incontri poco formali in cui c'è un contatto diretto con la gente che viene ad ascoltare, c'è un contatto soprattutto naturalistico, che poi è alla base delle mie composizioni.
Anche perché quando si parla di questa musica di "nicchia", continuo ad usare questa parola che non ti piace [sorride], c'è bisogno della situazione adatta.
Sì, è vero. Ascoltarla in un pub fumoso, chiaccherone e distratto è difficile ed arriva poco alla gente. Invece ascoltarla in una situazione di questo tipo può arricchire ed essere più emozionante. A me da moltissima emozione, forse preferisco di più questi eventi a concerti più formali, in teatro dove c'è una platea...
...Tutto serio, tutto schematizzato!
Comunque anche in quelle situazioni cerco di avere un rapporto diretto e poco formale. La formalità mi piace poco, sopratutto nei concerti, che devono essere secondo me luogo di sogno e di condivisione.
Quindi, per chiudere, il 25 Luglio per chi volesse partecipare può trovare informazioni sul sito lucafrancioso.com.
Ci sono altre tappe vicine?
Sì, Sabato 10 Luglio sarò a in piazza a Vò, sempre sui Colli Euganei, in una manifestazione organizzata dalla "Fraternità di Beltemme", assieme ad altri artisti; poi sarò il 23 Luglio a Montegrotto Terme, dove c'è, nella depandance della Villa Draghi, un locale che si chiama "Osteria Draghi"; e poi il 25 Luglio a Valsanzibio.
Nel tuo sito, oltre che di tutte le tue perfomance musicali, foto, eccetera, si parla anche della tua attività di scrittore.
Sì. È un'attività, come dico sempre quando ai concerti, che comunque intreccia quella musicale, non si confonde con questa, però la intreccia e molto spesso mi ritrovo a suonare quello che pensavo di scrivere e a scrivere quello che pensavo di suonare.
Solo che lo suoni senza parole [sorride].
È una cosa che mi avevi già fatto osservare! [Ridono entrambi] Io continuo a risponderti che preferisco raccontare con altre sfumature quello che della musica rimane e alla fine quasi sempre, anzi posso dire sempre, per ogni cosa che scrivo c'è un colore musicale.
Io lo trovo veramente curioso: scrittore e musicista. Uno più uno fa due! Uno dice: "Scriverà anche canzoni con dei testi?!".
Beh, non è comunque detto che in un futuro non si possa fare.
Per adesso ti senti a tuo agio in queste due dimensioni.
Esatto. Dimensioni che comunque a monte partono sempre dallo stesso punto e poi prendono due sentieri diversi.
Ho capito. Adesso andiamo a percorrere un altro sentiero di questo "Luoghi".
Sì, ascoltiamo un brano che io ormai suono da circa tre anni dal vivo, che in questo disco è stato colorato da altri strumenti: un violino, delle percussioni e un contrabbasso e che prende spunto da una poesia di Trilussa che si intitola "La bolla di sapone", come il brano.
Benissimo. "La bolla di sapone", Luca Francioso.

[Parte il brano]

E siamo sempre in compagnia di Luca Francioso che ci sta presentando alcuni pezzi dal suo album "Luoghi". Abbiamo appena ascoltato "La bolla di sapone", questo pezzo inspirato da una poesia di Trilussa. In questo album ci sono quindici brani che sono come delle instantanee...
...Dei luoghi. Questo disco racconta in musica tutti i luoghi che in questi quattro anni mi hanno dato un tetto e, soprattutto, quelli non fisici ma emotivi, verso cui mi sono ritrovato a sognare.
Un luogo in particolare è pieno d'insetti. [Ridono]
So già che vuoi arrivare a "Le cavallette"! È un titolo un po' particolare che non nasce da nessun esperienza, per fortuna!, ma forse più dal fatto che vedendo suonare questo pezzo si ha l'impressione che delle cavallette saltino su e giù per la chitarra.
So che tu, con questa canzone, hai avuto un'esperienza divertente ad un concorso musicale, se non sbaglio. Ce la racconti?
Sì, ricordo che ero a S. Agostino di Ferrara e dovevo suonare con i "Caniarcani", il mio trio acustico, ma entrambi i compenenti erano indisposti per quella serata e io mi sono ritrovato con la mia chitarrina in questo covo di rocchettari che mi guardavano con due occhi così e poi alla fine ho suonato questo brano e tutto il pub si è azzittito! [Ridono].
Allora, prima di ascoltare questo brano "Le cavallette", a parte questo album e gli impegni dal vivo, cosa c'è in cantiere?
Sto lavorando ad un progetto molto particolare, che non so se però riuscirà a vedere la luce.
Musicale?
Prende sia la scrittura che la musica, è un progetto ibrido: un romanzo e un disco che lo accompagna. Solo che, se questi dischi da soli rappresentano un prodotto molto particolare, immagina un libro e un disco assieme! Non lo so. L'idea è di farlo e ci sto mettendo tutta la passione.
Intanto vediamo come va a finire "Luoghi"!
Vediamo come gira!
Benissimo, andiamo ad ascoltare il brano di cui parlavamo prima, una performance molto molto curiosa. Adesso lo ascolterete qui dalla nostra radio, ma se lo vedrete dal vivo vi impressionerà veramente tanto. S'intitola "Le cavallette", Luca Francioso. Lui soltanto con la sua chitarra.

[Parte il brano]

E beh! È stato sicuramente qualcosa che ha impressionato chi l'ha visto qui in radio. C'erano parecchi occhi puntati sulla chitarra di Luca, perché ha fatto dei movimenti a cui non siamo abituati, vedendo suonare una chitarra. Io consiglio tutti gli ascoltatori di andare a vedere una volta dal vivo Luca Francioso, ricordiamo il sito: www.lucafrancioso.com. Tra l'altro insegni, anche!
Sì, ho un'attività didattica.
Sarà difficile diventare bravi come te, ma qualche trucchetto...
Mah, io credo che il talento serva ad emozionare di più la gente e ad accorciare i tempi di apprendimento, però per suonare bisogna solo studiare.
Quindi ci vuole applicazione, costanza e tanta voglia.
E passione, molta! Perché lo strumento è molto esigente.
Ci sono ragazzi che si stancano subito o che credevano fosse più semplice?
No, stranamente più vedono che la cosa può fornirgli di materiale esecuitivo tecnicamente più difficile più si appassionano. Perché è molto gratificante suonare la chitarra in questo modo. Se non ci si lascia ingannare dagli effetti scenici che una cosa del genere può portare e quindi ridursi ad una cosa fine a se stessa, (perché la melodia vince sempre, secondo me!) si possono fare delle cose molto emozionanti.
Benissimo. Allora Luca, noi ti ringraziamo. Ricordiamo a tutti i nostri ascoltatori che c'è questo nuovo cd di Luca Francioso, s'intitola "Luoghi", contiene canzoni come quelle che abbiamo ascoltato questa sera, sia dal vivo sia direttamente dal cd, queste performance di chitarra e non solo, e poi ci sono tante occasioni per venire ad ascoltarti dal vivo.
Sì, per chi volesse condividere un po' di musica con me, può andare nel mio sito e scegliere la data che più gli è comoda.
E consigliamo vivamente l'evento del 25 Luglio a Valsanzibio!
Per chi ama passaggiare e magari non ha mai visto questo posto splendido, consiglio di venire.
Quindi camminata, concerto e rinfresco finale
Esatto.
Benissimo. Noi ringraziamo Luca Francioso. Luca, a risentirci presto su "Diradio".
Grazie a te Sandro, è sempre un piacere, e un saluto a tutti. Grazie.
Ciao.