2 Novembre 2005
"Wow", Lorenzo Castelli
Intervista a Luca Francioso, "...Le mille facce di un artista"
Il giorno del nostro incontro, un sabato di non molto tempo fa, Luca Francioso era in ritardo, ma la cosa non mi stupì più di tanto, anzi gliela perdonai, concedendogli i meriti da "primadonna" che si fa attendere alle "prime" ufficiali. La scusa fu: problemi di traffico. Sbaglio, o l'hanno costruita apposta la tanto agognata tangenziale Limena-Padova?
Comunque, non sapevo ancora come iniziare l'intervista, ma un buono spunto per partire poteva essere la sua seconda chitarra, fatta costruire dal noto liutaio padovano (originario di Città del Messico) Roberto Lanaro, la "Lanaro guitar mod. LF02", finita nell'aprile 2005. "LF", indovinate un po'?, sta per Luca Francioso, e "02" perché si tratta del secondo modello costruito ad hoc dal liutaio. Sì, avrebbe potuto chiamarla "Luca Francioso la vendetta" o "Luca Francioso Reloaded", per prendere spunto da una famosa saga cinematografica, ma il nostro l'ha chiamata "solo" LF02. Un po' emozionato per l'opportunità capitatami (io, Castelli che intervisto Francioso!), vengo anticipato da Francioso stesso che, con un più colorito accento calabro, mi fa: «Minchia, Castè che mi fa un'intervista!", e poteva andare anche peggio.
Comunque, finisco qui la mia introduzione e mi appresto a entrare nella mia parte di intervistatore, abbozzando un primo timido approccio:
«Intanto puoi dirmi come hai iniziato...?».
...A suonare, evidentemente, e la cosa non è che sia così scontata, perché in tempi migliori, quando suonavamo in band assieme (Paolo Spoladore, ndr) la frase avrebbe potuto dare origine ai più vergognosi doppi sensi e illazioni gratuite. Così risponde "Franciò" (per gli amici, ed io mi considero tale!):
«Allora, ho sempre avuto la voglia di suonare. In un primo momento sognavo di cimentarmi alla batteria, ma la saggezza e la lungimiranza di mio papà mi hanno spinto verso la chitarra, per... non arrecare disturbo ai vicini» [Ride]. «Da Bagnara Calabra mi sono trasferito al nord (ebbene sì, sono un sudista!) e ho cominciato a suonare e a comporre, ma senza particolari obiettivi. Poi, dopo qualche esperienza in band giovanili, ho incontrato te ed il "pretone" (come amichevolmente chiamo il Donpa, cioé don Paolo Spoladore) e capii che quello era ciò che volevo fare nella mia vita. Poi, nel 1997 ho conosciuto la musica di Franco (oh Franco!) Morone, chitarrista di indubbia fama nel panorama del fingerstyle, e mi sono detto: "Così, voglio suonare così!". Nel corso degli anni ho inciso quattro dischi (uno con l'acoustic band "Caniarcani Luca Francioso Group" e tre come solista), quattro con Spoladore, più alcune collaborazioni: con la "Piccola bottega Baltazar" nel cd "Canzoni in forma di fiore" e in un disco di "Fingerpicking.net", "36", in cui eseguo un mio arrangiamento di un noto brano di Ryuichi Sakamoto, tratto da un bellissimo film con David Bowie, "Furyo (Merry Christmas, Mr. Lawrence)". Il brano è "Forbidden colours"», e mentre me lo dice ne accenna la frase principale alla chitarra.
«A proposito, mi dici qualcosa sulle tue speranze o collaborazioni nel campo cinematografico?».
«Mah, vedi, è stato lanciato un dado, ma è più teatrale il progetto: probabilmente ad Aprile realizzeremo uno spettacolo con un regista di Legnaro (PD), per cui ho scritto il soggetto e per il quale sto componendo le musiche. Per i films, invece è tutto più difficile. Forse tu ti riferisci al cortometraggio di cui avevo scritto il soggetto e che avevo in mente di realizzare con un amico molto tempo fa, un'esperienza giovanile che comunque a qualcosa è servita».
Peccato, me la vedevo già una colonna sonora firmata Francioso in un film, che so, di Muccino!
«Come vedi il rapporto tra la tua musica e le tue produzioni letterarie?».
«È un rapporto molto stretto e non potrebbe essere altrimenti, credo. La tecnica chitarrista mi ha aiutato molto nel metodo in entrambe le realtà (come tu sai bisogna farsi il "c..." sulle cose in cui credi e se non si ha metodo e disciplina si fa fatica a tirare fuori qualcosa) e lo scrivere mi ha aiutato molto dal punto di vista compositivo. Quando ho un'idea cerco di valorizzarla al massimo scegliendo il linguaggio più appropriato per esprimerla».
«Nella tua carriera musicale, cosa ha voluto dire possedere una chitarra tua con il tuo nome scritto sopra?».
«È una bella soddisfazione, direi. Ho avuto chitarre anche importanti, come la Taylor o la Martin, ma non ero completamente soddisfatto, né nelle incisioni né nelle uscite con la band, e per un musicista che basa le proprie espressività sul "suono" era piuttosto importante la questione. Così mi sono detto: "Mah sì, proviamo a farmene costruire una, va!". Conoscevo Roberto Lanaro da una decina d'anni e, poiché lo assillavo spesso con le mie paturnie, ha accettato di buon grado l'impegno».
Cosa non si fa per togliersi di torno un rompic... come Francioso! Intendiamoci, bravo ragazzo, certo, ma se non lo tenete a distanza debita non avete idea fino a che punto possa prendersi confidenza (scherzo, ovviamente!). Comunque, a onor del vero, anche il liutaio ne beneficia, un po' perché i fans che seguono da vicino Francioso sono sempre molto interessati a vedere le sue chitarre (alcuni di essi se ne sono fatte costruire sulla false riga del loro "idolo") e un po' perché, ogni volta che Francioso partecipa ad una rassegna, per esempio a Brescia, una delle ultime, non vengono risparmiate lodi sulla costruzione liuteristica e sulle sonorità delle opere targate Lanaro. Entrambe le chitarre hanno un bellissimo suono, un "loro" suono caratteristico. La prima è stata seguita passo passo da Luca (sul suo sito, www.lucafrancioso.com, è stata tenuta una cronistoria fotografica delle varie fasi costruttive), la seconda non è stata altrettanto seguita, forse il buon Lanaro non l'avrebbe neanche permessa a Francioso un'invadenza simile!
«Adesso comunque, abbracciare due chitarre che sento "mie" con un suono "mio" dà soddisfazione ed è un piacere suonarle. Inoltre con Roberto stiamo facendo una ricerca sull'elettrificazione, cioè su come amplificare al meglio entrambe le chitarre: attualmente uso il "Dual Source" della "L. R. Baggs", un piezo elettrico con un microfono all'interno della cassa, con possibilità di separare i due segnali. Questa soluzione, ad oggi, sembra essere la più adatta per il suono che voglio ottenere».
«L'esperienza che hai fatto con i "Buskers" (gli artisti di strada. La più famosa manifestazione si tiene ogni anno a Ferrara) cosa ti ha lasciato?».
«È stata una delle esperienze più costruttive che abbia mai fatto, perchè ho capito quanto sia formale il rapporto che c'è fra chi suona e chi ascolta: sembra ci sia come una sorta di tacito accordo fra questi due elementi, come se l'appluso sia in qualche modo dovuto. Mentre suoni per strada, invece, davanti a centinaia di piedi in movimento, e scopri improvvisamente che qualcuno si è fermato, che ha interrotto i propri pensieri (magari stava andando ad ascoltare qualcun altro!), ti senti onorato perché sei sicuro che quella persona è lì per ascoltarti veramente».
«Progetti futuri?».
«Ah, il 10 Dicembre 2005 uscirà il mio nuovo lavoro, ad appena qualche mese dall'ultimo cd "Argile", con cui finalmente corono un sogno che dura ancora prima del mio primo disco, "Scala cromatica per uscita di sicurezza" (2000). Si tratta di un libro accompagnato da un cd, i cui brani sottolineano alcuni momenti del romanzo. Che contento, sono molto emozionato!».
E lo si vede, auguri di cuore, Franciò!
Il 15 Ottobre 2005 Luca Francioso è stato a Limena, con l'acoustic band "Caniarcani Luca Francioso Group", a riproporre la suite per chitarra e clarinetto (suonato da Stefano Eulogi) "Scala cromatica per uscita di sicurezza", (la sera della presentazione ufficiale, parecchi anni fa ormai, sorpresa delle sorprese, io avevo l'onore di fare da fonico!). Durante il concerto Luca ha usato entrambe le chitarre, valorizzandone le diverse sonorità a seconda del brano che doveva suonare.
Insomma, Luca è un ragazzo che sa quello che vuole, che ha tenacemente cercato quello che ha ottenuto e si è creato una cerchia di amici che lo sostengono in tutte le sue apparizioni.
Posso prenotare una copia dell'ultimo lavoro?