In due parti, sul numero di Marzo e su quello di Aprile 2006 della rivista specializzata "Chitarre", esce lo spartito del brano "Speranza", tratto dall'ultimo lavoro di Luca Francioso "The show" (libro e cd). Lo spartito è introdotto da un breve articolo scritto dallo stesso Luca Francioso.
"The show": "Speranza"
Il brano è in accordatura standard, con il capo al secondo tasto. È di facile approccio, non particolarmente difficile tecnicamente, se si esclude qualche posizione un po' "larga", e cerca di sfruttare a pieno la sonorità delle corde a vuoto.
Come nella maggior parte delle mie composizioni, anche in questo vince la melodia. Ho cercato di far cantare il brano il più possibile, "vestendolo" di arpeggi semplici e un movimento di bassi che si limita all'appoggio armonico.
Sebbene mi piaccia sperimentare e ricercare diverse soluzioni compositive, non amo l'invadenza tecnica, ma la prediligo al servizio della melodia. In "Speranza", e in generale in tutto il libro e cd "The show", questa realtà emerge con più forza rispetto alle mie precedenti produzioni, e il fatto che il cd sia collegato ad un romanzo ha influito non poco.
Questo è infatti il brano attorno al quale ruota tutta la storia di Francesco Ortes, il protagonista del libro, un chitarrista fingerstyle di straordinario talento, sia per la sei corde sia per l'autocommiserazione. È il precario equilibrio fra queste due realtà che lo porta allo show: uno spettacolo difensivo che mette in scena con tutta le persone con cui parla e che usa per richiedere attenzione e amore, riflesso della sua carriera musicale che non trova sbocchi, nonostante le sue enormi potenzialità.
"Speranza" è una sorta di monito. Per Francesco Ortes non è solo un brano, è una fonte a cui dissetarsi, un distributore di carburante a cui rifornirsi, è la "speranza" di riavvicinare la moglie Rachele, lontana nel punto in cui l'occhio di bue del romanzo illumina la scena.
La fantasia è il più veloce mezzo di trasporto che esista, per questo a volte è molto difficile da controllare: non è stato semplice, infatti, comporre dei brani di un chitarrista di cui si parla come un talento straordinario. A parte il chiaro pericolo di apparire presuntuoso, superato da poche righe nel retro di copertina, più che mai necessarie ("A Francesco Ortes […] ho prestato i miei limiti di uomo e i miei sogni di musicista"), è che immaginarsi una musica incredibilmente suggestiva e comunicativa e comporla sono due cose completamente diverse.
La personale convinzione che il talento non sia solo tecnica, ma molto più la capacità di comunicare emozioni, ha spinto la mia ricerca compositiva sullo sconfinato prato della melodia, piuttosto che nel bosco fitto dell'impressionare a tutti i costi. Sono conscio, tuttavia, di non essermi neanche minimamente avvicinato a quello che Francesco Ortes avrebbe composto se fosse esistito realmente, con la composizione di "Speranza". Per questo il brano, nel corso del tempo, ha avuto molte modifiche e numerose versioni. Quella che ha poi trovato la sua forma definitiva non credo sia la migliore, ma è quella che più mi ha emozionato.
Come suppongo (anzi, come so) che farebbe Francesco Ortes, "Speranza" va interpretata nota per nota, liberando il più possibile il suo canto.
Per chi volesse ascoltare il brano "Speranza", o leggere alcuni passi del libro "The show", sono disponibili downloads gratuiti sul mio sito www.lucafrancioso.com.