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25 Marzo 2008
"Il Gazzettino di Padova", Mauro Giacon
Luca Francioso, la musica dà forza alla vita
Esce il 5 Aprile "La tutt'altra lontananza" settimo disco del 31enne chitarrista. Un concerto a Limena (PD)

Da dove viene un disco? Qual è la scintilla ispiratrice, l'immagine, la nota, insomma quella cosa che sembra cadere giù dal cielo all'improvviso e dare il senso di un lavoro? Per "La tutt'altra lontananza", il settimo disco del chitarrista fingerpicking, Luca Francioso , ci sono un momento e un luogo preciso. «Avevo suonato a Fossacesia», racconta «un paesino vicino a Lanciano, in Abruzzo. Su una collinetta che scende a terrazza sul mare ho visto un ulivo maestoso e irregolare. Avrà più di 800 anni. Sembrava morto ma su uno dei rami c'erano cinque olive di una varietà sconosciuta. Insomma quello scrigno conservava ricchezze rare e mi ha fatto capire che anche nel buio più scoraggiante a vincere è sempre la vita, una luce che giunge spesso da tutt'altra lontananza».
Ecco qui. L'occasione del riscatto e "l'elan vital", che soffia sulla vita e noi piegati come un giunco al vento torniamo su in alto senza spezzarci, annusando curiosi e felici il futuro, sono all'origine di questo disco, senza dubbio il più ricco, completo e amabile tra tutti quelli prodotti da Francioso che sempre più ci delizia con trame acustiche e testi che tendono a farlo uscire dalla nicchia dell'ascolto per pochi per traghettarlo verso una comprensione "facile" per tutti.
"La tutt'altra lontananza" uscirà il 5 aprile per "Suonoacustico", «un gruppo di amici che mi sostiene», dice Francioso che celebrerà l'evento con un concerto alle ore 21.00 al teatro "Falcone-Borsellino" di Limena (PD), al quale parteciperanno tutti gli ospiti del disco. Che sono molti perchè Luca ha voluto il sax di Jacopo Jacopetti, la voce di Chiara Luppi e Giorgio Gobbo della "Piccola Bottega Baltazar", i "Summertine choir", Stefano Santangelo dei "Mideando quintet", Paolo Vidaich dei "Calicanto" e Domenico Calabrò, solo per citarne alcuni.
Alla fine 16 canzoni «che ho registrato andando in giro con un piccolo studio mobile acquistato da me. Infatti non mi andava di andare in una sala di registrazione e dover fare tutto in tre giorni. Così invece ci ho lavorato un anno e mezzo e l'Agosto scorso mi sono chiuso in una sala prove per finirlo».
Che sapore hanno dunque questi pezzi? «Sono ispirati, come dico nella copertina, alla sorpresa della vita che la spunta sempre anche quando sembra che vada tutto storto. Arriva un guizzo inatteso, una svolta, un gancio. È inevitabile e non lo puoi controllare. È così che la vita ci soprendende».
E nel disco (nel quale Francioso offre in pdf lo spartito con la tablatura) si avverte proprio la gioia del vivere con chiavi melodiche leggere al punto che dopo 70 minuti di musica e canzoni viene voglia di riascoltarlo. È un riflesso che racconta come l'artista sia riuscito a raggiungere il cuore di se stesso, e trasmetterlo al suo interlocutore. Ogni canzone viene introdotta nel libretto con un breve testo. «Ma non c'è l'intenzione di instradare, è come se io dessi un biglietto per un viaggio, non la direzione», dice l'artista. «Alcuni possono andare nel posto mio, altri no».
Francioso ha 31 anni, un figlio piccolo, Simone, e da 12 ha deciso che questa sarebbe stata la sua vita, senza compromessi. E da allora è sempre vissuto di musica. Concerti, dischi, lezioni di chitarra ai suoi allievi e libri. Francioso è anche scrittore: «PerchÈ i libri hanno la musica dentro». Ricordiamo "The show" e "La maschera".
«Ho scelto strade diverse, con coraggio. Per esempio il mio disco lo si può ordinare sul mio sito (lucafrancioso.com). Ma sono convinto che ognuno è ciò che sceglie, ci vuole coraggio e se uno lo mette, la vita, da una qualsiasi parte, arriverà a tendere la mano. Lo dico anche quando mi chiamano a parlare nelle scuole: non abbiate paura di vivere il vostro sogno. Se è l'arte vi diranno che siete sfigati che non guadagnerete ma sarà bellissimo vivere e lottare per ciò in cui credete e avrete il privilegio unico di potervi raccontare agli altri». Un disco che esce dalla classificazione dell'opera "fingerpicking" per approdare ad una traiettoria unica, ma allo stesso talmente vicina alle corde dell'ascoltatore da non poterne fare a meno.

I brani
Dall'ulivo dove l'esistenza fiorisce inattesa fino alla filosofia di "Matrix" e al Sass Rigais

1) "Boanerghès": è un pezzo volutamente fuori dall'impronta digitale del suono di Francioso. «Parla degli apostoli di Gesù, chiamati proprio così: "Figli del tuono". Altro che bacchettoni! Uno era Giovanni. Con questo brano ho provato a dipingerli.
2) "Autoritratto": è lieve e divertente la tessitura musicale, molto meno tesa del primo brano. Ci si ritrova voglia di vivere e un po' di malinconia. E la musica canta.
3) "All'imbrunire": anche la musica si acquieta e attende la sera.
4) "Sass rigais": è una cima delle Oddle, nella quale Francioso si rispecchia: «Questo brano scandisce la danza di uno stentato rientro: il mio in me stesso».
5) "Il cucchiaio non esiste": è una frase del film "Matrix" che secondo me è stato sottovalutato, perché ha delle intuizione filosofiche-religiose straordinarie».
6) "La tutt'altra lontananza": il primo brano cantato. «È la direzione inattesa, dalla quale mai ci si aspetterebbe qualcosa di utile, ma che spesso dona il necessario».
7) "La vedetta di legno": il nostro pezzo preferito, dedicato all'ulivo secolare, vedetta della verità.
8) "Gospa": così i veggenti di Medjugorie chiamano "la signora", ovvero la Madonna. Nel disco c'è una frase in bosniaco: "Per credere devi scegliere. Per scegliere devi credere".
9) "Korogocho": è un inferno, una baraccopoli in Kenya vicina ad una discarica alta 200 metri. Il brano ne rispecchia la disperazione.
10) "Singatella".
11) "Qualsiasi altrove".
12) "Nei sogni di un sognatore": altro pezzo cantato nella convinzione che niente è impossibile a chi crede.
13) "Ballata per una notte": ballata per la notte più corta dell'anno: il 21 Giugno e che per la fede cristiana equivale alla nascita di Giovanni, cugino di Gesù.
14) "Il grande ulivo (La vedetta di legno)": è il seguito con testo de "La vedetta di legno": "Nelle vie, pieghe di un addio, orfane di Dio, amori e ulivi un tempo frutto, sogni in agonia, semine in balìa... Anche lì a vincere è la vita che sa, con guizzo poi, fiorire inattesa».
15) "Effimera".
16) "Le ultime cose (Your music within me)": una preghiera perché la musica non finisca mai.