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9 Dicembre 2005
"Il Gazzettino di Padova", Renzo Stefanel
Francioso racconta l'arte della finzione
Domani il chitarrista presenta il suo libro con cd

Chitarrista e scrittore, Luca Francioso lo è stato da sempre (due i romanzi, tre i dischi pubblicati): ma ora, con "The Show", che presenterà domani alle 21 al Teatro Don Bosco di Padova in via San Camillo de Lellis 4, unisce le due passioni: «Sono emozionato: per la prima volta i due supporti interagiscono», dice. «Sabato cercherò di riportare sul palco questo multilinguaggio: l'attore Beppe Casales leggerà alcuni brani del libro, mentre io, i "Calicanto" e Matteo Pajusco suoneremo i pezzi del cd». Il romanzo narra la crisi matrimoniale ed esistenziale del chitarrista Francesco Ortes: essa gli ispira alcuni brani, che compongono il cd (edizioni "Fingerpicking.net") allegato al libro (edizioni "Il Ponte vecchio", di Cesena). Una storia autobiografica? «No. Il protagonista ha sì i miei dubbi, le mie paure e le mie felicità, ma è molto più bravo di me: diciamo che ha i miei limiti di uomo e i miei sogni di chitarrista». Una storia che mescola amore e arte. Ma con un denominatore comune: «Il protagonista è un romantico combattuto tra due amori, la musica e la moglie, che vive con molte conflittualità. Non riesce a sentirsi a posto né musicalmente - soffre perché nonostante il suo enorme talento non riesce a vivere solo della sua musica - né sentimentalmente - malgrado la crisi, la moglie non ha mai parlato di divorzio, che lui sente minacciosamente imminente. Questa guerra quotidiana sfocia in uno show che lui attua con la gente che incontra: dato che non si sente amato ed ha bisogno di attenzione, diventa attore di se stesso». La finzione è il suo limite ma anche il suo forte: fingendo di non avere problemi riesce a dare il meglio di sé sul palco: «Nel concerto, si incontrano la realtà musicale e quella metaforica. È un tema molto forte: chi ha letto il libro prima che trovassi un editore ha avuto di solito un netto rifiuto. Ma è una situazione quotidiana: quando ci viene chiesto "come stai?", quasi mai siamo sinceri». Sembra quasi che il protagonista riesca a capire la vita solo tramite un'opera d'arte. «È un po' quello che capita a ogni artista. Ma è anche la situazione del nostro tempo, dove tutto, vita ed arte, viene spettacolarizzato». Musicalmente, "The show" è nel solco del fingerstyle acustico dei dischi precedenti, con l'eccezione del brano omonimo: «Sì, volevo che quel brano fosse diverso, un po' medievale. Per il resto il disco però è più semplice dei precedenti, più melodico. Credo di aver raggiunto una sintesi tra tecnica e melodia. Molto comunicativa». Vero.