Rassegna stampa
Articoli | Indice

4 Aprile 2005
"Fingerpicking.net", Paolo Peretti
Luca Francioso e Reno Brandoni in concerto. Chiesa S. Leopoldo di Ponte S. Nicolò (PD), 2 Aprile 2005

Ho deciso di scrivere questo piccolo resoconto dopo aver assistito ieri sera al concerto di Reno Brandoni e Luca Francioso. Il concerto si svolge in una chiesetta (nuova) a Ponte S.Nicolò, vicino Padova, per fortuna dotata di una buona acustica.
Appena arrivato, con la mia classica grazia elefantiaca, mi presento prima a Luca e poi a Reno ed ho subito la prima sorpresa: abituato a musicisti che ti guardano dall'alto in basso, scopro invece che questi due non se la tirano per niente, anzi mi salutano calorosamente e si dicono felici di conoscermi (mah… tutti i gusti…). Insomma due persone speciali che mi dimostrano subito che il loro amore per la musica è soprattutto amore per la vita e per le persone.
Dopo una piccola introduzione del prete del posto, che ci spiega del perché si sia scelto di svolgere il concerto nonostante le condizioni del Papa, che lui avrebbe voluto così, inizia il concerto.
Tocca a Reno, che con grande semplicità fa precedere i suoi brani da presentazioni che spesso toccano il cuore dei presenti. Nella sala il silenzio è religioso (va bè, siamo in chiesa!). Un bel blues per scaldare l'atmosfera, poi un pezzo dal suo ultimo lavoro. Gli applausi fioccano.
Suona "E' quel che è" (contenuto nel cd "36"): bellissimo! Arriva un brano con all'interno una bella citazione di "Malafemmena" di Totò, suonato con grande tecnica ed anima. Poi una personalissima interpretazione di "Diamante" di Zucchero, dolcissima. Seguito da un commento che ricorda la sua passione per De Andrè, ed alcuni lacci emotivi che legano questo pezzo al grande Faber e alla sua musica (fra cui il bouzuki suonato da Giorgio Cordini), arriva "Spargi" che evoca immediatamente le atmosfere di "Creuza de ma".
È l'ultimo brano. Si capisce che il grande cuore di Reno si è messo al servizio della situazione e che questo è in realtà il concerto di Luca.
Arriva il prete che ci comunica l'avvenuto decesso del Papa, così Luca comincia il suo concerto con un brano struggente dedicato al santo Padre. Commozione in sala.
Io purtoppo sono penalizzato nell'osservazione da una specie di gigante corpulento, che oltretutto continua a muoversi, comunque quel che sento basta ed avanza…
Poi Luca comincia a scaldarsi, prima un pezzo diviso in una prima parte dolce, poi più vivace, con effetti percussivi. Molto bello. Riesco ad intravedere un barrè ed un bending col mignolo effettuati in contemporanea... La mia lingua comincia a fuoriuscire dalla bocca.
Poi un barrè fisso al quinto tasto per suonare un altro pezzo molto bello (i miei appunti dicono: ok).
È il momento di "Il cammino di un'anima bella", che ci sembra adatto alle notizie della serata: un alternarsi di momenti poetici e ritmo scatenato… La mia lingua sta raggiungendo il pavimento.
Subito dopo Luca ci mostra la sua abilità nello strummare suonando con effetti percussivi un brano struggente ed evocativo con improvvise aperture.
Questo è proprio il mio genere, per cui la mia lingua comincia a pulire per terra. Non capisco perché mia moglie mi guarda con improvviso interesse…
Qui i miei appunti dicono: ok, ok, ok!
Adesso è il momento di "Argile", l'ultimo disco di Luca: pezzi molto evocativi dedicati ad un'isola.
"Calderao": dedicato ad un vulcano spento, scritto in collaborazione con una danzatrice.
"Ribeira": il fiume dell’isola, con un intro percussivo ed un basso insistente. Un susseguirsi di tensioni e di aperture.
"Cancelo do pico": sulle pareti di falesia dell’isola, con un lento arpeggio, a ricordare quasi un volo di gabbiani nel vento, a sfiorare le pareti. Molto suggestivo e toccante.
A questo punto si pensa di aver visto tutta la tecnica di Luca, ma lui, da musicista intelligente che mette l'abilità al servizio della musica, e non viceversa, ci stupisce tutti con un pezzo indiavolato pieno zeppo di effetti percussivi sul legno, armonici a pioggia (anche con la destra), tapping precisissimo destra/sinistra, il tutto per regalarci un cosa che ci tocca in profondità. Grande tecnica, grande cuore. Per fortuna il gigante se n’è andato ed io posso godermi in pieno questa profusione di virtuosismi che per una volta sono al servizio del sentimento. La chiesa esplode di applausi.
Anche chi non capisce di tecnica apprezza l'anima di questo brano, per me il migliore della serata.
Arrivano gli ultimi pezzi: "In viaggio", molto evocativo, con un walking bass che ricrea il senso della strada, diritta e interminabile, di un viaggio in Spagna. (ok, ok, ok!)
"Ai piedi del colle": con un arpeggio accattivante ed un basso preciso come un click. Bello.
Per l'ultimo brano un'altra sorpresa: un vero e proprio giro di basso col pollice con un effetto di stoppato, eseguito con una naturalezza sconcertante, a ricordare quasi i tamburi di una festa paesana, in un'atmosfera spagnoleggiante, con stop improvvisi ed un piede a battere il pavimento.
Bellissimo! Gli applausi non finiscono...
Luca chiama Reno sul palco. Si vede la sua faccia sorridente spuntare da dietro, quasi a curiosare. Adesso i due intonano insieme rilassati "Mississippi Blues n. 2", sono i primi a divertirsi.
Il concerto è finito. Peccato neanche un bis, nonostante le richieste.
Saluto, faccio i complimenti e monto in auto per tornare a casa (alla mia età si va a letto presto).
In conclusione un gran bel concerto, tenuto da due ragazzi che oltre ad essere dei musicisti con la "m" maiuscola, si sono rivelati essere anche due persone dal grande cuore.
Sono stato lungo? Pazienza! Termino chiedendo scusa agli autori nel caso avessi sbagliato qualche titolo, o commesso qualche imprecisione. Nel caso fatemelo notare, provvederò a riparare.