Signori mai eletti e votati all’ingrasso,
calpestano vite a suon di decreti,
chi urla e dissente fa solo del chiasso,
ma a orecchie tappate i sonni son quieti!

Concedono a volte una voce in questione,
per darci ad intendere buoni scenari,
così come i saldi di fine stagione:
si alzano i prezzi per fingere affari.

Allora ridurre i vaccini e l’ammenda,
è parsa di certo un’azione ingegnosa,
un buon palliativo previsto in agenda
che finge che il popolo conti qualcosa.

Eppure la gente non è sprovveduta,
accerta le fonti, si informa e comprende,
non cede il collare a una legge assoluta,
né a scienze di corte né a chi poi le vende.

Se poi i luminari con goffa imprudenza
confrontano gomme con sieri e iniezioni,
si resta basiti per l’incongruenza,
si cerca perizia in altre opinioni.

Per questo a migliaia convergono i passi,
benché siano muti nei telegiornali,
non darne notizia d’altronde è una prassi,
non c’è più vergogna nell’esser sleali.

Quartine e rivalsa mi invadono il cuore
e versi sgomenti che mai ho scritto prima,
con cura ho sfogliato i rimari per ore,
ma stato e giustizia non fanno mai rima.

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