Di fronte a un sopruso qualunque esso sia
esistono al mondo due modi di porsi:
non fare domande e lasciare che sia
oppure capire se è il caso di opporsi.

In tutta coscienza io voglio obiettare
se il farmaco è uguale a caschi e cinture,
perché è un espediente che non puoi slacciare,
che agisce comunque e senza misure.

Se il bene comune è il vero obiettivo,
invece di imporre vaccini di massa,
perché non proporre un percorso esclusivo?
L’effetto è maggiore e il rischio si abbassa.

Ma sono gli abusi gli antidoti storici,
saggezza e buon senso non sono previsti,
se i sieri da quattro diventano dodici
lo stato si pregia dei suoi farmacisti.

Dei rischi effettivi di questa dozzina
si fa una campagna assai dozzinale
e restano spettri celati in cantina
i figli a cui i sieri hanno fatto del male.

Sconcerta che scelte di tale portata
le compiano uomini mai stati eletti
e che al genitore poi venga negata
parola su un figlio e su cosa gli inietti.

È il tempo di nuove discriminazioni,
di multe e divieti per scuole ed asili,
che i nostri diritti son solo opinioni,
ricatti i doveri dei figli più ostili.

0 57